Dopo l’estate torniamo alle buone abitudini, ma ricordiamoci anche della prevenzione e dei controlli che abbiamo rimandato

Settembre ha qualcosa di particolare.

Per molti rappresenta quasi un secondo inizio dell’anno. Terminano le vacanze, riprendono il lavoro e la scuola, cambiano le giornate e torniamo gradualmente alle nostre abitudini.

È il mese delle agende che tornano a riempirsi, dei nuovi programmi, dell’attività fisica che ricomincia e dei tanti piccoli propositi che abbiamo rimandato durante l’estate.

Ma settembre può essere anche qualcosa di più.

Può diventare il momento in cui decidiamo di rimettere al centro la nostra salute.

Non attraverso diete drastiche, programmi “detox” o cambiamenti impossibili da mantenere, ma tornando gradualmente a uno stile di vita equilibrato e, soprattutto, ricordandoci dell’importanza della prevenzione.

Quante volte rimandiamo un controllo dicendo:

“Lo farò dopo l’estate.”

Ecco, l’estate è finita.

Forse è arrivato il momento di trasformare quel proposito in un appuntamento.


Settembre: perché ci sembra un nuovo inizio?

Gennaio è tradizionalmente il mese dei buoni propositi, ma settembre gli assomiglia moltissimo.

Durante l’estate cambiano inevitabilmente molte delle nostre abitudini. Andiamo a dormire più tardi, mangiamo più spesso fuori casa, facciamo aperitivi e cene con gli amici, viaggiamo e modifichiamo i nostri ritmi.

Tutto assolutamente normale.

Con il rientro possiamo però utilizzare il ritorno alla quotidianità come occasione per ricostruire una routine più attenta al nostro benessere.

Non serve rivoluzionare la propria vita.

Spesso sono proprio le piccole abitudini, mantenute nel tempo, a produrre i risultati più importanti.


Ripartire dall’alimentazione, senza sensi di colpa

Dopo le vacanze molte persone sentono immediatamente la necessità di “rimettersi in riga”.

Ma, come abbiamo già ricordato parlando dell’alimentazione dopo le vacanze, qualche gelato, aperitivo o cena in più non richiede punizioni alimentari.

Non abbiamo bisogno di compensare attraverso digiuni o regimi estremamente restrittivi.

Settembre può essere semplicemente il momento per tornare a:

🥗 un’alimentazione varia ed equilibrata;

🥦 consumare regolarmente verdura;

🍎 mangiare frutta nelle giuste quantità;

🫘 inserire legumi e altre fonti di fibre;

🐟 privilegiare pesce e alimenti semplici;

🫒 utilizzare l’olio extravergine d’oliva come principale condimento;

💧 bere regolarmente durante la giornata.

Il modello mediterraneo rimane un ottimo riferimento per costruire un’alimentazione equilibrata.


Anche il nostro intestino deve tornare alla routine

Le vacanze possono modificare anche le nostre abitudini intestinali.

Viaggi, cambiamenti di alimentazione, orari diversi, minore o maggiore attività fisica e variazioni del sonno possono influenzare la regolarità dell’intestino.

Al rientro possono comparire o accentuarsi:

  • gonfiore addominale;
  • meteorismo;
  • stitichezza;
  • diarrea;
  • digestione lenta;
  • sensazione di pesantezza;
  • reflusso.

Nella maggior parte dei casi può essere sufficiente tornare gradualmente alla propria routine.

Se però questi disturbi persistono, diventano frequenti o sono comparsi recentemente, non dovremmo semplicemente imparare a conviverci.

Settembre può essere il momento giusto per parlarne con il proprio medico.


Riprendiamo anche a muoverci

Durante le vacanze c’è chi cammina moltissimo e chi, invece, trascorre settimane intere tra lettino, ombrellone e ristorante.

Qualunque sia stata la nostra estate, settembre è un buon momento per inserire nuovamente il movimento nella quotidianità.

Non significa necessariamente iscriversi immediatamente in palestra.

Possiamo iniziare semplicemente da:

  • camminare ogni giorno;
  • utilizzare maggiormente le scale;
  • spostarci a piedi quando possibile;
  • riprendere gradualmente lo sport che preferiamo;
  • ridurre il tempo trascorso seduti.

L’attività fisica regolare ha effetti positivi non soltanto sul peso corporeo, ma anche sulla salute cardiovascolare e metabolica e sul benessere generale.

E può contribuire anche alla regolarità intestinale.


Settembre è soprattutto il mese giusto per parlare di prevenzione

Quando stiamo bene, è facile pensare che non ci sia motivo di fare controlli.

Eppure la prevenzione nasce proprio da questo principio: non aspettare necessariamente la comparsa dei sintomi per occuparci della nostra salute.

Molte patologie possono infatti svilupparsi per molto tempo senza provocare disturbi evidenti.

Pensiamo, ad esempio, ai polipi del colon, ad alcune patologie epatiche o alle prime fasi di diverse malattie gastrointestinali.

Effettuare i controlli appropriati in base all’età, alla storia personale e alla familiarità può consentire di individuare precocemente alcune condizioni e, in determinati casi, intervenire prima ancora che si trasformino in un problema serio.


Prevenzione del tumore del colon-retto: non rimandiamo

Tra gli appuntamenti di prevenzione più importanti c’è quello relativo al tumore del colon-retto.

Il tumore colorettale è tra le neoplasie più frequenti, ma presenta una caratteristica fondamentale dal punto di vista della prevenzione: molti tumori si sviluppano lentamente a partire da lesioni precancerose, come alcuni polipi.

Individuare e rimuovere queste lesioni può quindi interrompere la progressione verso il tumore.

In Italia il programma organizzato di screening è rivolto generalmente a determinate fasce d’età, con differenze regionali, e utilizza principalmente la ricerca del sangue occulto nelle feci, seguita dagli approfondimenti indicati in caso di positività.

La colonscopia svolge un ruolo fondamentale perché consente di osservare direttamente il colon e, quando indicato, individuare e rimuovere polipi durante l’esame.

Età, familiarità e storia clinica possono però modificare il percorso di prevenzione: per questo non esiste un calendario identico per tutti.


Hai ricevuto l’invito per lo screening? Non lasciarlo nel cassetto

Gli inviti ai programmi di screening possono arrivare proprio quando siamo impegnati, in partenza o concentrati su altro.

E così capita di rimandare.

Settembre può essere una buona occasione per recuperare quell’invito e prenotare il controllo.

Un test che richiede poco tempo può avere un enorme valore in termini di prevenzione.


Familiarità: perché è importante parlarne con il medico

Uno degli aspetti che spesso vengono sottovalutati è la storia familiare.

Se genitori, fratelli, sorelle o altri familiari hanno avuto tumori del colon-retto o determinate forme di poliposi, è importante comunicarlo al proprio medico o gastroenterologo.

La familiarità può infatti rendere opportuno iniziare i controlli prima rispetto alla popolazione generale o seguire programmi di sorveglianza differenti.

Non aspettiamo quindi di raggiungere una determinata età per porci il problema.

La prevenzione deve essere personalizzata.


Non dimentichiamo lo stomaco e l’esofago

Settembre può essere anche il momento per affrontare quei disturbi digestivi che durante l’anno abbiamo imparato a sopportare.

Bruciore frequente, reflusso, difficoltà nella digestione o dolore persistente non devono essere automaticamente considerati “normali”.

Una valutazione gastroenterologica permette di stabilire se siano necessari approfondimenti.

La gastroscopia, quando clinicamente indicata, consente di studiare esofago, stomaco e duodeno e può essere utile nella diagnosi di numerose patologie.

Non significa, però, che chiunque soffra occasionalmente di bruciore debba sottoporsi a gastroscopia: è lo specialista a valutarne l’indicazione in base ai sintomi, all’età e ai fattori di rischio.


Anche il fegato può ammalarsi senza dare sintomi

Ne abbiamo parlato recentemente a proposito del fegato grasso o steatosi epatica.

Una delle caratteristiche di diverse patologie del fegato è proprio la possibilità di rimanere silenziose a lungo.

La steatosi epatica associata a disfunzione metabolica (MASLD), per esempio, è frequentemente collegata a condizioni quali:

  • sovrappeso e obesità;
  • diabete di tipo 2;
  • alterazioni dei trigliceridi e del colesterolo;
  • ipertensione;
  • altri fattori di rischio metabolico.

Chi presenta fattori di rischio o alterazioni già evidenziate negli esami dovrebbe parlarne con il proprio medico, che potrà valutare gli approfondimenti appropriati.


Gli esami del sangue: quali controlli fare a settembre?

Non esiste un pacchetto universale di analisi che tutti dovrebbero effettuare ogni settembre.

Gli esami devono essere richiesti sulla base di età, condizioni cliniche, familiarità, terapie e fattori di rischio individuali.

Quando indicato dal medico, possono essere valutati parametri relativi a:

  • glicemia;
  • profilo lipidico;
  • funzionalità epatica;
  • funzionalità renale;
  • emocromo;
  • altri valori specifici in base alla storia del paziente.

L’obiettivo non deve essere quello di fare “più esami possibile”, ma di eseguire gli esami realmente utili per quella persona.


Attenzione ai segnali che non devono essere ignorati

Prevenzione significa effettuare i controlli appropriati quando stiamo bene, ma anche imparare ad ascoltare il nostro organismo.

Una valutazione medica è particolarmente importante in presenza di sintomi come:

  • sangue nelle feci;
  • cambiamento persistente delle abitudini intestinali;
  • anemia non spiegata;
  • perdita di peso involontaria;
  • dolore addominale persistente;
  • difficoltà a deglutire;
  • vomito persistente;
  • stanchezza associata ad alterazioni degli esami;
  • familiarità significativa per patologie gastrointestinali.

Questi sintomi non significano necessariamente la presenza di una malattia grave, ma meritano di essere valutati e non semplicemente rimandati.


Prevenzione non significa vivere nella paura

È importante sottolinearlo.

Prendersi cura della propria salute non significa effettuare continuamente esami o preoccuparsi di ogni piccolo sintomo.

Significa trovare un equilibrio.

La prevenzione efficace nasce dalla conoscenza della propria storia clinica e familiare, dall’adesione agli screening raccomandati e dal confronto con il proprio medico.

L’obiettivo non è cercare continuamente qualcosa che non va.

È intervenire quando serve e nel momento giusto.


La salute dell’apparato digerente parte anche dalle abitudini quotidiane

Accanto agli esami di prevenzione esiste un’altra forma di prevenzione che pratichiamo ogni giorno.

Quella dello stile di vita.

Una dieta varia ed equilibrata, un adeguato consumo di fibre secondo la propria tolleranza, il movimento, il controllo del peso, la moderazione nel consumo di alcol e l’astensione dal fumo contribuiscono alla salute generale e dell’apparato gastrointestinale.

Non esiste un singolo alimento capace di proteggerci da tutte le malattie.

Esiste invece l’insieme delle nostre abitudini nel tempo.


Il microbiota non ha bisogno di una “cura miracolosa” di settembre

Con il rientro dalle vacanze aumenta anche la pubblicità di integratori, probiotici, programmi detox e prodotti che promettono di “riequilibrare” rapidamente l’intestino.

Il microbiota intestinale è però un ecosistema estremamente complesso.

Non è possibile ridurre la sua salute all’assunzione indiscriminata di un singolo integratore.

Una dieta varia, ricca di alimenti vegetali e fibre quando ben tollerate, insieme a uno stile di vita sano, rappresenta una delle strategie più importanti per prenderci cura del nostro ecosistema intestinale.

Integratori e probiotici possono avere indicazioni specifiche, ma non devono essere considerati automaticamente necessari per tutti.


Settembre: facciamo una piccola checklist della salute

Piuttosto che iniziare il mese con una lista infinita di buoni propositi, proviamo a farci alcune semplici domande:

Sto mangiando in modo sufficientemente equilibrato?

Bevo abbastanza acqua durante la giornata?

Mi muovo regolarmente?

Il mio intestino ha cambiato improvvisamente abitudini?

Ho disturbi digestivi che sto trascurando da mesi?

Ho ricevuto un invito a uno screening che non ho ancora effettuato?

Nella mia famiglia ci sono patologie gastrointestinali di cui dovrei parlare con il medico?

Ci sono controlli che mi erano stati consigliati e che continuo a rimandare?

Se una di queste domande ci fa pensare “Sì, dovrei occuparmene”, settembre potrebbe essere il momento giusto.


I miei consigli per ripartire a settembre

🥗 Riprendi gradualmente un’alimentazione equilibrata, senza diete punitive.

💧 Bevi regolarmente e limita l’eccesso di alcol e bevande zuccherate.

🚶‍♀️ Torna a muoverti, anche iniziando da una semplice passeggiata quotidiana.

😴 Recupera una buona routine del sonno, spesso alterata durante le vacanze.

🩺 Non rimandare gli screening raccomandati per la tua età e il tuo profilo di rischio.

📅 Recupera i controlli prescritti che hai rinviato prima dell’estate.

👨‍👩‍👧‍👦 Conosci la tua familiarità e parlane con il medico.

⚠️ Non ignorare sintomi persistenti o nuovi.

💙 E soprattutto, ricordiamoci che prevenire non significa fare esami inutili: significa fare quelli giusti, al momento giusto e per la persona giusta.


Settembre: ricominciamo dalla nostra salute

A settembre ripartono il lavoro, la scuola, lo sport, gli appuntamenti e tutti gli impegni quotidiani.

Proviamo quest’anno ad aggiungere alla lista anche noi stessi.

Non servono rivoluzioni.

Possiamo iniziare tornando a mangiare meglio, muovendoci con maggiore regolarità, dormendo adeguatamente e ascoltando i segnali del nostro organismo.

Ma soprattutto possiamo smettere di rimandare quella visita o quell’esame che sappiamo essere importante.

La prevenzione non dovrebbe iniziare quando compare un problema.

Comincia molto prima, attraverso le nostre scelte quotidiane e i controlli appropriati.

💙 Settembre è il mese dei nuovi inizi. Facciamo in modo che uno di questi sia prenderci più cura della nostra salute.