Tumori esofagei

Patologie dell'esofago

Il cancro dell’esofago rappresenta la sesta causa di morte per neoplasia nel mondo con una maggiore prevalenza nel sesso maschile di età tra i 55 ed i 70 anni. Il tumore dell’esofago comprende due sottotipi principali che si distinguono a seconda del tessuto da cui prendono origine: il carcinoma squamoso che origina dalle cellule epiteliali che costituiscono la mucosa dell’esofago e l’adenocarcinoma che origina dalle strutture ghiandolari che si possono trovare in modo anomalo in sede esofagea.

Il meccanismo alla base dello sviluppo di tale tumore è una condizione di infiammazione cronica della mucosa che contribuisce ad alterare il DNA delle cellule.

I principali fattori di infiammazione cronica sono rappresentati dall’abuso di alcol, dalla masticazione di tabacco, dall’ingestione di alimenti bollenti, dal fumo, dall’obesità, dalla malattia da reflusso gastroesofageo e da lesioni della mucosa esofagea predisponenti allo sviluppo di cancro come l’esofago di Barrett.

SINTOMI

L’esofago è un organo in grado di distendersi in rapporto alla crescita tumorale e pertanto l’assenza di sintomi nella fase iniziali dello sviluppo della neoplasia comporta spesso una diagnosi tardiva con riscontro di malattia localmente avanzata o metastatica alla prima manifestazione clinica.

I sintomi iniziali nel 90% dei pazienti sono rappresentati dalla disfagia, ossia la difficoltà di passaggio di cibo e bevande dalla bocca allo stomaco e dalla perdita di peso. Più raramente possono comparire  anche deglutizione dolorosa (odinofagia), dolore retrosternale, tosse o raucedine ed aumentata produzione di saliva (scialorrea).

DIAGNOSI

La diagnosi di tumore dell’esofago si basa sull’esofagogastroduodenoscopia che permette la visualizzazione diretta della massa tumorale e soprattutto il prelievo di piccoli campioni di tessuto (biopsia) con accuratezza diagnostica del 90%. La stadiazione della neoplasia si avvale dell’ecoendoscopia (EUS) che presenta un’elevata accuratezza nella definizione dell’estensione locale della neoplasia primitiva e permette l’esecuzione di biopsie  dei linfonodi.

La TAC e la PET consentono di identificare metastasi a distanza e vengono ripetute dopo i cicli di chemioterapia per valutare la risposta e l’evoluzione nel tempo della neoplasia.

TERAPIA

Il trattamento di scelta del tumore dell’esofago consiste nella resezione chirurgica la cui fattibilità è strettamente correlata all’età del paziente ed allo stadio della neoplasia. Altra scelta terapeutica è rappresentata dalla combinazione di chemioterapia e radioterapia prima dell’intervento chirurgico o per i pazienti non candidabili al trattamento chirurgico.

Nelle neoplasie che determinano completa stenosi dell’esofago e non consentono l’alimentazione del paziente vengono posizionate endoscopicamente delle protesi di metallo che dilatano il lume e consentono al paziente di nutrirsi.

Ultimi articoli

Sangue nelle feci: paure, diagnosi e soluzioni

Sangue nelle feci: paure, diagnosi e soluzioni

Cosa indica il sangue nelle feci? Il sangue nelle feci può essere macroscopico, ossia visibile ad occhio nudo oppure può essere microscopico quindi rilevabile solo mediante un apposito esame di laboratorio (ricerca di sangue occulto nelle feci). La presenza di sangue...

Mal di pancia: quando andare dal medico

Mal di pancia: quando andare dal medico

Cos’è il mal di pancia? Il mal di pancia è un sintomo molto comune e indica in modo generico un fastidio o dolore a livello dell’addome. Le cause del mal di pancia possono essere molteplici e possono riguardare l’apparato digerente o l’apparato genitourinario. Sebbene...