Esofago di Barrett

Patologie dell'esofago

Si parla di esofago di Barrett quando la normale mucosa esofagea viene sostituita con una mucosa simile a quella che tappezza internamente le pareti del duodeno (tratto iniziale dell’intestino tenue). Questa trasformazione cellulare prende il nome di “metaplasia esofagea”.

l’esofago di Barrett si riscontra nel 15-20% dei pazienti affetti da malattia cronica da reflusso gastroesofageo (GERD), soprattutto negli uomini di età maggiore o uguale a 50 anni.

CAUSE

L’esofago di Barrett è una conseguenza del reflusso gastroesofageo che a lungo andare, può determinare una modificazione dell’epitelio esofageo che tenta di difendersi dall’acido. Le cellule della mucosa esofagea assumono quindi caratteristiche molto simili a quelle gastriche o duodenali, caratterizzando la condizione nota come esofago di Barrett.

Questa complicanza è considerata pre-cancerosa, poiché l’epitelio trasformato può andare incontro ad un’ ulteriore trasformazione. Si può quindi passare dalla metaplasia alla displasia fino all’adenocarcinoma.

Secondo recenti studi epidemiologici il rischio di sviluppare un adenocarcinoma in presenza di esofago di Barrett è stimabile nello 0,4 – 0,5% per anno per paziente, mentre il tasso di sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi di adenocarcinoma (tumore dell’esofago) è molto basso (inferiore al 10%).

FATTORI DI RISCHIO

  • malattia da reflusso gastroesofageo
  • ernia iatale
  • sovrappeso
  • consumo di alcol
  • fumo
  • sesso maschile (gli uomini hanno un rischio due volte superiore rispetto alle donne)
  • etnia caucasica
  • familiari con esofago di Barrett

SINTOMI

L’Esofago di Barrett non comporta particolari sintomi. I sintomi sono comuni alla malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) ed i più frequenti sono:

  • bruciore retrosternale;
  • senso di pesantezza allo stomaco;
  • tosse secca;
  • raucedine.

DIAGNOSI

La diagnosi dell’Esofago di Barrett avviene mediante esame endoscopico (esofagogastroduodenoscopia) che rappresenta, ad oggi, l’unico metodo in grado di definire, insieme all’esame istologico, la presenza dell’EB.

TERAPIA

Il terapia ddell’esofago di Barrett varia a seconda dei casi:

Per i pazienti affetti da Esofago di Barrett senza displasia, la terapia adottata mira alla guarigione dell’esofagite attraverso la prescrizione di farmaci antisecretivi (come gli inibitori di pompa) capaci di ridurre l’acidità gastrica.

Per i pazienti affetti da EB con dislasia lieve (di basso grado) la terapia prevede l’utilizzo di farmaci inibitori della pompa protonica associati a monitoraggio annuale con esofagogastroduodenoscopia.

Nei pazienti con esofago di Barrett con  displasia severa (alto grado) è necessario asportare o distruggere il tessuto epiteliale anomalo tramite tecniche di ablazione endoscopica come la radiofrequenza.

Nei pazienti in cui si identificano cellule o noduli di adenocarcinoma è necessario eseguire mucosectomia endoscopica o nelle forme più avanzate l’asportazione endoscopica dell’esofago (esofagectomia).

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